“IL NON POTERE”: PERFORMANCE DI TECHNO-POESIA
Questo è l’amore ai tempi della techno,
se non ci credi… vabbe’ lo stesso
tanto qui la luce è muro vuoto, è nudo
parcheggio, sotto casa, che impedisce…
Dal libro “Il non potere” di Davide Nota (Zona, 2007) i corpi di Dalfrenzis (Davide Calvaresi e Alfredo Tassi) si muovono sulla scena di una surreale catena di montaggio illuminata dalle luci stroboscopiche della discoteca. Si svolgono “qui ed ora” azioni automatiche al ritmo della techno-music: alienazione post-fordiana del non-lavoro e della non-esistenza.
Il tentativo di riumanizzare la scena ed i suoi oggetti non può che concludersi in un inevitabile movimento di rottura («Tutto è negato a chi si muove…»). I due corpi si annullano a vicenda: dove il primo tenta l’azione, il secondo ne è il freno e l’inciampo. Dove il primo è un tentativo pur frustrato e senza finalità di esistere, il secondo ne è l’assoluto “non potere”.
Si finisce a lottare con gli oggetti, a distruggere il reale e a ballare attorno a questa distruzione («Stanotte balleremo fino all’alba / sopra il suolo che si sfalda, che cede»). Il ritmo alienato della techno-music se prima era il sintomo di una febbrile e fallimentare vitalità si fa ora ritmo automatico della distruzione. Una vuota, devastante, allegria.
Parallelamente si svolge la storia poetica recitata dall’autore: il dramma post-moderno di un ragazzo-simbolo disperso tra degrado e santità, tra estasi ed extacy, tra vuota disperazione e visioni mistiche («Nel TUZ TUZ della disco / apparsa è la madonna / su una colata di ghisa.»).
Borgo Miriam (Ap), 27 luglio 2007
Al microfono: Davide Nota
Sulla scena: Dalfrenzis (Davide Calvaresi e Alfredo Tassi)
Al mixer: Valeria Colonnella
[dal volantino della serata]